Presente
Sentiva la bocca impastata, secca. Cercò più volte di raccogliere la saliva ma non ci riuscì. Lentamente aprì gli occhi e si trovò ad osservare un soffitto bianco dai contorni sfocati. Solo che non era il soffitto ad essere sfocato, ma la sua vista.
Fuori dalla piccola finestra alla sua destra scorse il cielo buio. Era notte inoltrata come poteva constatare dall’orologio sulla parete di fondo.
Alzò un poco il capo, poi tornò a sdraiarsi a causa di un forte dolore. Gli girava la testa, doveva fare con calma.
Si accorse quasi subito di dove si trovava. Il lieve Bip dell’apparecchiatura elettronica andava in sincronia con il suo battito cardiaco, al braccio sinistro vide la lunga flebo salire fino alla sacca di soluzione salina sopra la sua nuca e l’odore del disinfettante stava iniziando a prendere il sopravvento su tutti gli altri sensi. Cosa era successo?
Attirata dal cambiamento del battito cardiaco, un infermiera passò a controllare il paziente. Ewan si trovava sdraiato al centro del letto con un aria spaesata.
<<Si è svegliato. Bene!>> Mormò la ragazza avvicinandosi al capezzale per controllare il monitor e la cartella clinica. <<Si ricorda come si chiama? Che giorno è e dove si trova?>> Iniziò a domandargli la giovane infermiera del turno di notte.
Ewan decise immediatamente che fosse il momento di fingere.
<<No. Non ricordo nulla!>> Rispose, osservando l’infermiera annotare qualcosa sulla cartella.
<<Lei si chiama Ewan Cooper. E’ un dipendente dell’Abstergo e oggi è andato in arresto cardiaco.>> Le disse la giovane prima di bagnare le labbra del paziente con un panno umido.
Ewan rimase per un attimo basito. Nascose le sue perplessità sotto uno sguardo interrogativo senza aprire bocca.
<<Tornerò ogni mezz’ora per controllarla.>> Concluse prima di girarsi per uscire dalla stanza.
Ewan esausto si addormentò di nuovo.