La fine della Fede Templare

"La fine della Fede Templare" è il titolo di questa Fan Fiction che inizia nel 2012, ma torna a rivivere gli ultimi anni dell'Ordine Templare nel 1300.

martedì 8 novembre 2011

.:[CAPITOLO SETTE]:.

Presente
Ewan aprì gli occhi lentamente. Si trovava ancora nella sua stanza dell’infermeria ed ancora una volta aveva sete. Girando la testa verso l’ingresso e verso il comodino, cercò un bicchiere o una bottiglietta d’acqua pronto a dissetarsi, ma non trovò nulla.

<<Lei è un paziente straordinario signor Cooper!>> La voce di donna proveniva dalla sua destra.

Girando il capo Ewan fermò lo sguardo sulla figura longilinea della dottoressa Mitchell che si girò ad osservarlo.

<<Come ha detto che mi chiamo?>> Chiese lui con finta apatia cercando di apparire convincente.

<<Ewan Cooper.>> Rispose lei dopo un attimo d’incertezza. Poi rivolgendogli un lieve sorriso si spostò per mettere tra le labbra del suo paziente una piccola cannuccia, collegata ad una bottiglia d’acqua naturale.

giovedì 3 novembre 2011

.:[CAPITOLO SEI]:.

Venerdì 13 ottobre 1307
La carrozza proseguiva dritta per la sua strada, diretta ad un anonimo paesino delle Ardenne nelle ore precedenti al tramonto. Dopo il lungo viaggio da Parigi erano esausti. Nei tre giorni precedenti si erano fermati ad ogni stazione di posta prendendo con loro tutti quelli che volevano spostarsi nei villaggi vicini, facendosi pagare un prezzo esiguo per il tempo. La guerra tra Francia e Inghilterra era ancora in atto e nessuno si preoccupava di controllare un anonimo duo di viaggiatori.

Emile aveva cambiato aspetto. Si era fatto crescere la barba ed aveva tinto un poco i capelli con una mistura di uova e qualche altro intruglio preparato dal buon Vael, eccellente provetto alchimista. Lo stesso servitore aveva acquistato abiti più puliti e più simili ad un socio che ad un semplice valletto. Inoltre avevano persino cambiato nome per prudenza, adottando alcuni documenti falsi ben mascherati. Emile aveva preso il nome di Simon de Ville, mentre Vael quello di Hugo de Dijon.

sabato 29 ottobre 2011

.:[CAPITOLO CINQUE]:.

Presente
Sentiva la bocca impastata, secca. Cercò più volte di raccogliere la saliva ma non ci riuscì. Lentamente aprì gli occhi e si trovò ad osservare un soffitto bianco dai contorni sfocati. Solo che non era il soffitto ad essere sfocato, ma la sua vista.

Fuori dalla piccola finestra alla sua destra scorse il cielo buio. Era notte inoltrata come poteva constatare dall’orologio sulla parete di fondo.

Alzò un poco il capo, poi tornò a sdraiarsi a causa di un forte dolore. Gli girava la testa, doveva fare con calma. 

Si accorse quasi subito di dove si trovava. Il lieve Bip dell’apparecchiatura elettronica andava in sincronia con il suo battito cardiaco, al braccio sinistro vide la lunga flebo salire fino alla sacca di soluzione salina sopra la sua nuca e l’odore del disinfettante stava iniziando a prendere il sopravvento su tutti gli altri sensi. Cosa era successo?

Attirata dal cambiamento del battito cardiaco, un infermiera passò a controllare il paziente. Ewan si trovava sdraiato al centro del letto con un aria spaesata.

<<Si è svegliato. Bene!>> Mormò la ragazza avvicinandosi al capezzale per controllare il monitor e la cartella clinica. <<Si ricorda come si chiama? Che giorno è e dove si trova?>> Iniziò a domandargli la giovane infermiera del turno di notte.

Ewan decise immediatamente che fosse il momento di fingere.

<<No. Non ricordo nulla!>> Rispose, osservando l’infermiera annotare qualcosa sulla cartella.

<<Lei si chiama Ewan Cooper. E’ un dipendente dell’Abstergo e oggi è andato in arresto cardiaco.>> Le disse la giovane prima di bagnare le labbra del paziente con un panno umido.

Ewan rimase per un attimo basito. Nascose le sue perplessità sotto uno sguardo interrogativo senza aprire bocca.

<<Tornerò ogni mezz’ora per controllarla.>> Concluse prima di girarsi per uscire dalla stanza.

Ewan esausto si addormentò di nuovo.

lunedì 24 ottobre 2011

.:[CAPITOLO QUATTRO]:.

Lunedì 9 ottobre 1307
<<Emile. Emile svegliati per favore. Non poltrire come al tuo solito!>> Una voce di donna cercò di svegliarlo. 

“Non mi chiamo Emile! Lasciatemi dormire!”

<<Andiamo Emile. Tuo padre ti ha convocato. Presto vestiti!>> Un ultimo tocco della donna e finalmente gli occhi del giovane si aprirono.

“Ma chi cazzo è Emile? E... dove diavolo sono?”

<<Oh! Padre. Cosa vorrà da me stavolta?>> Esordi una voce. Ed Ewan si accorse che non era la sua.

Si trovava su un pagliericcio, comodo ma non molto profumato. Sopra di lui le assi di un tetto in legno rendevano la stanza monotona. Se non fosse stato per le pareti in calce e con qualche insegna avrebbe creduto di trovarsi in una stalla. Sebbene fosse spartana, la stanza aveva un piccolo camino, un tavolo un armadio e qualche sedia.