La fine della Fede Templare

"La fine della Fede Templare" è il titolo di questa Fan Fiction che inizia nel 2012, ma torna a rivivere gli ultimi anni dell'Ordine Templare nel 1300.

mercoledì 19 ottobre 2011

.:[CAPITOLO TRE]:.

Due ore dopo
Nell’infermeria del grattacielo Abstergo, al decimo piano, Morris controllava l’ora sul piccolo quadrante del suo nuovo Swatch. Non era ancora andato in pausa pranzo e per il suo diabete non era un bene. Di li a poco avrebbe dovuto assumere la sua abituale dose d’insulina se non fosse riuscito a mettere nulla sotto i denti.

Vidic era in piedi alla finestra, rivolto verso la città, ad osservare i passanti crogiolarsi nel sole del pomeriggio. Sorrise, quasi di scherno verso quei poveri schiavi del lavoro, ignari delle macchinazioni dei Templari e degli Assassini. La tecnologia si era evoluta, e con l’avvento dei nuovi climatizzatori, l’atmosfera all’interno del palazzo era molto più rilassante. Nella sala d’attesa, l’unica altra presenza era rappresentata da una receptionist sulla trentina, i cui occhi non smettevano di saltare sui due uomini, ogniqualvolta non era occupata a rispondere alle chiamate.

Quando la porta dell’infermeria si aprì Vidic e Morris scattarono all’unisono. Di fronte a loro si presentò la dottoressa Alexie Mitchell. Nata a Port Elizabeth in Sud Africa, nel 1970, si era trasferita con la famiglia a Pretoria dove potevano più facilmente gestire la loro impresa mineraria. Durante l’apartheid, il padre aveva appoggiato il governo del primo ministro Vorster per poi via via cedere alle pressioni dell’ONU, e della figlia, fervente sostenitrice dell’uguaglianza raziale, durante il governo Willem. Alle elezioni del 1994 dettero un enorme contributo per l’elezione di Mandela e per la successiva istituzione del tribunale speciale; il TRC. 

Fin da giovane si era battuta per combattere l’ignoranza e l’abbandono delle popolazioni povere alla loro cultura ed ai loro costumi. Presa la via della medicina era riuscita a farsi apprezzare per il suo lavoro in quasi tutta la nazione. La morte prematura del padre, che aveva lasciato parte della compagnia in mano al figlio minore, l’avevano spinta ad abbandonare il contatto con la povertà per un favoloso contratto di ricerca presso l’Abstergo, garantendole piena autonomia e fondi illimitati utilizzabili anche per beneficenza.

Quando Vidic la vide non potè nascondere una smorfia di disapprovazione. Sebbene quella donna avesse fatto passi da gigante nella genetica e nella produzione di OGM, le sue continue campagne a favore dei poveri portavano via all’azienda risorse importanti.

A differenza di Vidic, Morris, era totalmente suggestionato dalla magnetica presenza della dottoressa. Poco più bassa dei suoi 178cm, con un fisico asciutto privo di grasso e con forme dolci, quasi perfette, sbalordiva tutti i presenti con un solo sguardo dei suoi luccicanti occhi azzurri. Ad incorniciare il suo volto abbronzato e punteggiato da piccole lentiggini c’erano i capelli rossi ondulati che accentuavano la sua femminiltà a discapito della sua intelligenza.

China sulla cartella clinica di Ewan non vide il gesto di disprezzo di Vidic, ma se anche l’avesse notato ci sarebbe passata sopra come sempre. Non era nella sua natura dare adito ai sentimenti belligeranti degli altri uomini, specialmente se combattevano contro di lei.

<<Un bel casino dottor Vidic, mi complimento con lei per la straordinaria impresa. Poche persone riescono a distruggere il lavoro di una vita.>> Esordì lei continuando ad annotare qualcosa sulla cartella.

Vidic non si compose.

<<Lo prendo come un complimento dottoressa Mitchell!>> Rispose col suo solito tono neutrale. folgorandola ancora una volta con lo sguardo. <<Come sta il paziente?>>

<<Si riprenderà presto. La Tac non ha evidenziato danni cerebrali. Il paziente comunque dovrà essere tenuto in rianimazione per almeno tre giorni.>> Concluse lei senza alzare lo sguardo.

<<Lo escludo categoricamente! Morris, va a prendere il soggetto lo trasferiremo al laboratorio 8.>> Ordinò Vidic rivolgendosi al Capotecnico che senza attendere oltre si diresse verso la porta del reparto.

<<Non ha ancora capito Vidic. Nel mio reparto non ha autorità!>> Rispose prontamente la dottoressa accennando ad un sorriso di cortesia. Morris dietro di lei non riuscì ad aprire la porta nemmeno con i suoi codici d’accesso.

<<Il signor Reed ne sarà...>> Iniziò a controbattere Vidic pronto a prendere il cellulare per chiamare uno dei suoi superiori, prima di essere fermato nuovamente dalla Mitchell.

<<E’ stato il signor Reed in persona a dirmi di lasciare il paziente a riposo. Fino a che io non avrò dato il mio consenso alle dimissioni non uscirà dal mio piano!>> Commentò lei voltando le spalle ai due pronta a dirigersi al suo ufficio.

Vidic non disse nulla, incassò il colpo e se ne andò con il suo fedele scagnozzo.
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Alexie Mitchell raggiunse il suo ufficio con il buonumore stampato sul viso. Aveva vinto su Vidic e questo le aveva procurato un grande piacere. Quando bussarono alla porta si era appena versata una generosa dose di scotch on the rocks per brindare all’occasione.

<<Avanti.>> Comunicò gentilmente. Anche se fosse stato Vidic nulla avrebbe potuto cambiare il suo stato d’animo.

Alberto Graziani, assistente personale della dottoressa Mitchell, fece il suo ingresso nell’ufficio spazioso con un aria euforica ed un poco sbalordita. Non era un esperto di medicina ma era stato assunto dalla dottoressa poco prima del suo ingresso all’Abstergo. Veloce nell’eseguire ogni compito assegnatoli si era presto distinto in chimica e fisica, e nelle prime modifiche dei DNA vegetali si era rivelato un ottimo osservatore del cambiamento dei caratteri genetici.

<<Dottoressa credo che dovrebbe vedere questo!>> Commentò lasciando delicatamente sulla sua scrivania alcuni fogli. Poi senza chiederle il consenso si spostò al portatile della donna per cercare un documento. Quando la dottoressa si avvicinò si trovò ad osservare un cervello tridimensionale con un analisi delle sinapsi quasi sconvolgente.

L’espressione d’incredulità che le si dipinse sul volto durò solo qualche istante.

<<Chi è?>> Chiese immediatamente.

Il giovane assistente le porse il foglio che aveva appena portato.

<<Il dipendente Abstergo N°0045289. Ewan Cooper. E’ l’uomo che hanno portato due ore fa dal laboratorio di Vidic.>>

<<Mio Dio! E’ una cosa incredibile!>> Ammise prendendo in mano il mouse e ingrandendo delle zone del modello 3D. <<Guarda le sinapsi! Un attività cerebrale così intensa dopo un trauma è inaspettata.>> Commentò la dottoressa osservando lo sguardo scettico del suo assistente.

<<Non hai capito Al? In un cervello umano ci sono dai 10 ai 100 miliardi di neuroni, ognuno dei quali ha 100000 sinapsi. E’ una quantità di dati enorme che si trasferisce da una all’altra ad una velocità sorprendente. Per farti capire il primo supercomputer della storia elaborava 160 milioni d’informazioni al secondo. Il cervello è in grado di elaborarne 30 miliardi. Incredibile. Dobbiamo subito fare delle analisi comparative. Tra due ore lo voglio nuovamente a fare la Tac!>>

Quando Al usci dalla stanza la dottoressa era al settimo cielo. Non solo aveva vinto su Vidic ma ora aveva anche il suo paziente tanto speciale. Se prima l’interesse per Ewan era per un mero aspetto vendicativo nei confronti di Vidic, ora era interesse accademico.