Molto differente dai comuni “secchioni” Ewan Cooper aveva un fisico atletico, occhi verdi e capelli castani al centro di un viso perfettamente squadrato quasi privo di imperfezioni se non per il leggero naso spaccato in 2 punti, ricordo di una non tanto lontana partita di football all’università. Fin da piccolo si era considerato un ottimo sportivo, aveva fatto nuoto, atletica, canotaggio e perfino calcio prima di rendersi conto che non faceva per lui. Aveva così iniziato ad allenarsi come running back per la squadra del College di football vincendo una facoltosa borsa di studio che avrebbe fatto felice la madre. Nato nel 1990 ed orfano del padre dalla guerra del Golfo, si era dedicato allo sport ed allo studio sotto l’egida della madre infermiera.
Con ottimi voti entrò al MIT dove si laureò solo pochi anni dopo in Biotecnologia ed Informatica. Reclutato dall’Abstergo Industries contribuì alla realizzazione di nuovi sistemi informatici e di Backup della memoria.
Otto mesi dopo la sua assunzione per una banale incomprensione trovò una breccia nel sistema e venne a conoscenza di alcuni segreti dell’azienda. Per evitare ripercussioni, dopo un attenta analisi storiografica si presentò dal suo superiore per poter diventare un agente Templare a tutti gli effetti denotando ottimi risultati in ogni campo.
Li vicino a quella macchina così straordinaria si sentiva sicuro.
Ancora una volta ne toccò la superficie liscia e bianca affascinato dalle venature luminescenti azzurre che si snodavano lungo tutta la macchina. Sapeva che molte di quelle luci erano solo estetiche, le altre invece servivano per stimolare il nervo ottico fino ad arrivare ai recettori della memoria e del DNA.
<<Phill che cosa c’è in programma oggi?>> Esordì verso il suo tecnico una volta osservato il suo ingresso nella piccola camera del laboratorio.
Phileas Eugene Wood, era un semplice laureato in informatica reclutato come Ewan dalla abstergo 6 anni prima. Un ragazzo semplice, di colore, proveniente da una famiglia del Sud Dakota. Sua madre gli aveva dato il nome del suo personaggio preferito Phileas Fogg, protagonista del romanzo “Il giro del mondo in 80 giorni” di Jules Verne.
<<Tutti i giorni la stessa storia Coop! Il venerdì c’è il training del corpo a corpo con arma bianca! Ah, ricordati che alle 17 abbiamo il briefing con gli altri operatori!>> Rispose Phileas inserendo il circuito di memoria nell’apposito alloggio pronto ad avviare la sequenza.
<<Oh cazzo! C’è Vidic! Meglio se ti sbrighi ad entrare nell’Animus, quello non vuole ritardi sulla tabella di marcia.>>
<<Tranquillo Phil. Io non ho tabelle e sai che sono il migliore!>> Asserì Ewan accennando un lieve occhiolino all’amico prima di distendersi sul macchinario.
<<Non fare lo sbruffone ed entra prima che l’ascensore arrivi a questo piano!>> Concluse Phileas abbassando sul volto del Templare lo schermo.
Ben presto Ewan si ritrovò a vagare per la sessione introduttiva dell’Animus, una stanza completamente bianca. “Devo ricordarmi di chiedere una ristrutturazione di questo ambiente!” pensò pronto a sentire la voce del tecnico.
<<Allora Coop. Scegli l’arma ed inizia il training. Oggi andremo a tempo. Hai 10 minuti per uccidere quanti più nemici possibile!>> Gli ricordò Phileas prima d’iniziare il conto alla rovescia. <<3, 2, 1...>> Poi la trasmissione s’interruppe ed iniziò l’addestramento.
Mentre da una parte il timer gli consentiva di tenere d’occhio il tempo, dall’altra il contatore del duello gli informava che era ancora lontano dal suo solito record.
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All’esterno dell’Animus, nel piccolo laboratorio, la portà si aprì consentendo a Vidic ed a Morris di entrare. Phileas per un attimo rimase di sasso ad osservare il loro ingresso poi, scattò in piedi salutando i due. Morris gli fece subito cenno di sedersi.
<<Come va il training?>> Domandò al tecnico facendo il giro per trovarsi vicino alla sua postazione ad osservare il monitor.
<<Bene signore... ehm, abbiamo appena iniziato e per ora si sta riscaldando.>> Inutile mentire, con Morris che gli alitava sul collo a controllare il monitor.
<<Vedo... non ci può sentire ora vero?>> Tornò a domandare il capotecnico.
<<No. Il programma del training esclude all’avvio qualsiasi interazione con il soggetto, per consentire una buona concentrazione in battaglia.>>
<<A che percentuale è arrivato con la sincronizzazione?>>
<<70%. Come da programma abbiamo rallentato le simulazioni per evitare pazzia ed insania. Ma sembra che con Ewan non ci siano problemi a parte...>> Phileas esitò un attimo non sapendo come dare la notizia della sicurezza del suo collaboratore. <<...a parte la sicurezza del soggetto che sembra aver più confidenza con la macchina!>> Concluse.
<<Bene dottor...>> Morris lesse la targhetta. <<Wood, se si vuole accomodare fuori cercheremo di fare un test di valutazione del soggetto. Lo farò personalmente!>> Concluse invitando il tecnico ad uscire dal laboratorio vedendo già la sua insistenza fare breccia sul suo viso.
A malincuore e controvoglia Phileas eseguì l’ordine e uscì domandandosi il motivo di tanta riservatezza, in fin dei conti anche lui avrebbe potuto fare una valutazione con Vidic e Morris presenti. Durante il tragitto dal laboratorio alla zona relax, assorto nei suoi pensieri, non si accorse del team di medici e guardie che venivano dalla parte opposta.
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Ewan continuava l’addestramento come da programma. 30 secondi alla fine ed aveva già recuperato lo svantaggio iniziale conseguendo un’altra serie di uccisione per pareggiare il suo record. A 10 secondi dalla fine lo aveva migliorato di 7 punti che sarebbero raddoppiati di li alla fine. Conclusa la sessione si aspettò di sentire la voce di Phil, ma non successe.
<<Hey Phil ci sei? Hai visto? Record migliorato al primo tentativo, di a quel vecchiaccio di Vidic di controllare ora!>> Esordì con strafottenza.
<<Sigor Cooper! Che piacere sentire che sono nei suoi pensieri!>>
La voce di Vidic inconfondibilmente profonda gli gelò il sangue nelle vene.
<<Chiedo scusa signore non era mia intenzione offenderla ma solo...>>
<<Burlarsi di me!>> Concluse il capo del progetto Animus. <<Non si preoccupi signor Cooper, è logico per tutti entrare in conflitto con i superiori. Sono qui per farle i miei complimenti, i suoi successi sono encomiabili. Si rilassi non sono qui per farle la paternale.>> Mormorò Vidic.
Ancora nella stanza di caricamento Cooper non sapeva se accettare i complimenti di Vidic o preoccuparsi. Aveva sempre odiato non poter osservare il suo interlocutore faccia a faccia. Era li che dava il meglio di se, cogliendo ogni intenzione dell’avversario. Ma li si arrese.
<<La ringrazio signore. Vuole assistere ad un’altra dimostrazione o vuole procedere con il test di valutazione?>> Chiese Cooper un poco più tranquillo.
<<Signor Cooper lei sa cosa facciamo all’Abstergo?>> Non era una domanda a cui Ewan doveva dare risposta. <<Cerchiamo nella memoria del passato risposte per il nostro presente. In questo caso un piccolo errore ci ha impedito di trovare prima un importante risposta. E lei signor Cooper è la chiave!>> Concluse Vidic con un tono quasi emozionato.
<<Signore non capisco... a cosa si riferisce?>> Domandò Ewan sulla difensiva. In quel momento era troppo vulnerabile e di certo non sarebbe potuto uscire dall’Animus senza l’intervento esterno per scollegarlo.
<<Vede Ewan. Posso chiamarla così?>> Domandò per poi proseguire senza aspettare il consenso. <<Una nostra recente scoperta ci ha portato a trovare un collegamento Mnemonico tra lei e l’ultimo Gran Maestro Templare prima dell’inquisizione del 1307. Lei sembra essere uno degli ultimi discendenti in vita di Jacques De Molay.>>
Ewan non disse nulla. Scioccato da quella notizia si stava domandando solo cosa gli sarebbe successo di li a poco. Perchè quelle cose non le dicevano a lui faccia a faccia? Poi capì.
<<Dalla sua espressione deduco che ha capito Ewan! Cercheremo di farle rivivere i ricordi del suo antenato!>>
<<Ma signore non sono pronto, serve un adeguato studio medico del DNA...>>
<<Non ci serve perdere tempo. Proveremo a collegarla in questo preciso istante! Procedete!>> Concluse Vidic premendo un tasto senza veramente guardarlo.
Con orrore Ewan vide la stanza di caricamento vorticare. L’Animus stava selezionando la sequenza di DNA corretta da visualizzare. Vide palazzi, assaporò l’odore della guerra, il sangue sul viso e poi si trovò a vagare nel tempo ancora più veloce. La macchina lo stava riportando in dietro nel tempo in una brutta interpretazione di Ritorno al Futuro. Solo che non era Michael J. Fox in una comoda DeLorean del 1981, era all’interno di un vulcano attivo di memoria latente.
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Morris era a lavoro sulla macchina. La sequenza di DNA da ricercare non era lontana gli ci sarebbero voluti pochi secondi per selezionarla. Vidic vicino a lui stava osservando il monitor, ma nessuno controllava i valori di pressione, temperatura corporea e battito cardiaco di Ewan che si abbassavano e si alzavano in un alternanza quasi sconcertante. Eppure Ewan nella macchina non si muoveva se non per piccoli periodi di tempo come se volesse contrastare quell’imposizione.
<<Avanti Morris quanto ci stiamo mettendo per un semplice accesso?>> Chiese Vidic impaziente.
<<Non capisco signore, la sequenza arriva anche oltre ma quando tentiamo di accedere ai ricordi di Jacques De Molay qualcosa impedisce l’accesso.>> Commentò Morris.
<<Qual’è la percentuale di successo in questo caso?>> Chiese.
<<Ancora più bassa di quella di Emile, potremmo perdere il soggetto in entrambi i casi.>> Gli riferì Morris dimenticandosi di osservare i monitor.
<<Prova con Emile!>> Ordinò Vidic.
<<Signore, non abbiamo informazioni su Emile. Se tentiamo l’accesso ai suoi ricordi con una forzatura potremmo anche perdere il soggetto. Prima sarebbe più logico accedere a quelli del padre e poi...>>
<<Non abbiamo tempo per queste sciocchezze!>> Sbottò Vidic allontanando Morris dalla postazione, svelto e con precisione cerco la sequenza di DNA giusta ai suoi scopi. Non si accorse nemmeno dei gesti di Morris che aveva appena controllato i valori vitali di Ewan, tanto era risoluto. Premette “esegui”.
Dopo un improvviso acuto rumore, la macchina andò in sovraccarico. Le luci nel laboratorio si spensero e si accesero quelle di emergenza. Vidic era incredulo stava per perdere la sua unica chance di ottenere un altro frutto, forse uno dei più importanti.
Fu Morris a riscuotersi per primo. Rompendo il vetro del laboratorio fece entrare i paramedici che subito si misero all’opera per rianimare Ewan.
Venne eseguito il massaggio cardiaco, utilizzato il defibrillatore, l’adrenalina, ma per 4 minuti e 13 secondi non ci fu verso di recuperare il soggetto. Sconfortato e sconsolato il medico ne constatò la morte.
Venti secondi dopo Ewan aprì gli occhi, tossì si rigirò sulla macchina e poi svenne.